Spunti di riflessione e proposte per il futuro

di Mauro Luzi, coordinatore del circolo Italia-Lanciani

 

Carissimi amici, ringrazio Roberto ed Andrea per aver riattivata la discussione su questo blog.
Credo che dopo tanti avvenimenti fondamentali, qualsiasi spazio di discussione, approfondimento e riflessione sia da sfruttare, nell’ottica di una crescita del PD, questa volta non solo quantitativa ma, finalmente qualitativa. Non basterà richiamare semplicemente il popolo delle Primarie per scegliere il Coordinatore Provinciale, se non saremo in grado di avviare un dialogo reale, partecipato, continuo.
Ed allora, da subito, abbiamo due necessità: avviare una discussione approfondita sulle cause di una sconfitta che è stata pesante, a livello nazionale e comunale, ma anche ragionare su come proporci realmente come alternativa, capace sin da ora di prospettare un’idea di società diversa da quella rappresentata dal centrodestra.
Da qui lancio alcuni spunti di dibattito, che spero siano utili per avviare una discussione approfondita.
Sarebbe facile se potessimo far risalire la colpa dell’insuccesso al comune di Roma, esclusivamente alla scelta del candidato Rutelli: se fosse solo questo, perchè non avremmo vinto le elezioni politiche? Ed inoltre, e soprattutto, davvero pensiamo di poter costruire un partito nuovo, se non ci sentiamo parte fondamentale di un percorso che deve essere comune, se pensiamo che il nostro candidato o coordinatore, da soli, possano compromettere una intera politica? Se Milana o Rutelli sono responsabili della sconfitta, e sicuramente ne sono partecipi, chi ha rappresentato o proposto una politica alternativa quando avrebbe dovuto? E’ giusto che chi ha condiviso la scelta dei nostri candidati, ora li scarichi e si proponga come la novità? Non è forse più giusto pensare agli errori politici fatti in questo periodo? E’ stato positivo il rapporto tra amministratori e partito? E’ stato positivo il rapporto tra amministratori e cittadinanza? Ci sono stati luoghi di dibattito e di condivisione in cui i circoli o i simpatizzanti del PD potessero sentirsi partecipi di un processo partecipativo?
E riguardo al secondo punto, il governo ombra è il segnale di una risposta episodica a decisioni prese da altri o, piuttosto, è il segno della nostra volontà di costruire una reale alternativa riformista? Vogliamo recuperare il nostro ritardo nella conoscenza di ciò che è cambiato nella società italiana? Oppure abbiamo bisogno di altre sconfitte elettorali per scoprire che il rapporto con il territorio è fondamentale e riscoprire, magari, l’importanza delle vecchie feste dell’Unità? E vogliamo chiederci in cosa sbagliamo nelle nostre ipotesi, se la maggioranza degli operai vota a destra? E se i giovani son si sono sentiti coinvolti nel processo di rinnovamento, nonostante le famose candidature?
Credo che questi siano alcuni spunti per avviare un dibattito che spero che da subito avvieremo una discussione nel nostro circolo e nel nostro territorio.
Il risultato positivo da noi ottenuto nel terzo municipio può aiutarci a svolgere un ruolo propositivo nella discussione interna al nostro partito; chiedo a tutti uno sforzo per poter contribuire alla crescita del Partito Democratico. I gruppi di lavoro che ho proposto dovranno rappresentare lo stimolo per avviare una discussione il più aperta possibile, allo scopo di poter rappresentare nel territorio un reale centro propositivo.
Spero nella collaborazione di tutti, anche perchè continuo a pensare che la nostra capacità di discussione e di coinvolgimento è stata alla basa del successo nel nostro territorio.
E, concludo, facendo di tutto cuore gli auguri a Dario, Francesca, Guido, Valentina: averli nella giunta è il coronamento di un percorso condiviso e che, a nome di tutti i nostri aderenti, intendiamo continuare a condividere. Il corretto rapporto tra partito ed istituzioni è uno dei punti fondamentali da perseguire. Alla giunta, al Presidente dell’aula Emanuele Gisci, al capogruppo Alfredo Spositi, a tutti i componenti del gruppo, a tutti offriamo la nostra collaborazione nel perseguire il progetto condiviso nella fase elettorale. Ci struttureremo per essere più efficienti e propositivi e auspichiamo un rapporto sempre più continuo e positivo con il gruppo consiliare.

4 Risposte

  1. Ciao Mauro,
    Mi sarebbe piaciuto trovare tanti commenti, tante proposte, tanti interventi in questo blog, ennesimo blog che nel terzo municipio, nel neonato Partito democratico dovrebbe essere un ulteriore strumento di democrazia e partecipazione ma qui tutto tace. Cittadini, democratici, dove siete? Anche al circolo tutto tace, è un periodo è un po’ desolato, un po’ incasinato, un po’ … L’ultimo momento di aggregazione importante lo abbiamo avuto alla cena di sottoscrizione i primi di giugno ma la situazione non era l’ideale per parlare e discutere. La discussione sul perché abbiamo perso non si anima, non si vuole fare secondo me perché le idee sono confuse e dal vertice non si avvertono segnali chiari. Il nostro circolo del PD si è dato parecchio da fare per vincere le elezioni. Quel che è perso è perso ma rispetto al governo del Municipio abbiamo ottenuto un buon risultato. Sono tanti gli elementi che hanno portato a questa vittoria e forti di questo però dobbiamo lavorare duro per rafforzare la presenza sul territorio, i prossimi anni, i prossimi mesi sono fondamentali per aumentare il consenso di questo partito nuovo.
    Ma quali segnali chiari possiamo dare? Quale è il messaggio da veicolare. Non stiamo dando nessun segnale, non ci siamo e anche dai rappresentanti del municipio, quello che abbiamo contribuito a formare, ci sono pochi, scarsi segnali. Da cittadina non trovo serio il comportamento di un movimento politico che si fa vivo nelle piazze e a distribuire volantini solo sotto campagna elettorale. E ancora meno serio trovo il comportamento degli eletti nel municipio che prima stavano tutti i giorni al circolo del PD, a questo punto sospetto per interesse personale, mentre ora le persone presenti si contano sulle dita. E’ irrispettoso verso gli elettori e ha poco di democratico e partecipativo. L’altra sera sono passata a via Catanzaro e ho visto una cosa molto bella. Un gruppo di lavoro si è ritrovato intorno ad un tavolo a parlare di tematiche locali con un assessore municipale. Il dialogo con le istituzioni, con i rappresentanti che abbiamo votato dovrebbe essere sempre così, non un appuntamento sporadico. E mentre gli altri municipi stanno riempiendo i propri siti internet di informazioni nuove, atti pubblici e lanci di iniziative il nostro spazio sul sito del comune di Roma è misero e da cittadina non so dove rintracciare le linee programmatiche per il mandato amministrativo 2008-2013! Esistono? Sono state votate? Se si perché non si è discusso di ciò all’interno del circolo PD. Si tratta di 11 eletti su 14 nella maggioranza che sono esponenti del Partito Democratico escluso il Presidente. Mauro quel rapporto sempre più continuo e positivo con il gruppo consiliare che auspichi è decisamente lontano dal concretizzarsi. C’è resistenza alla partecipazione alla vita del Cirdolo da parte dei cittadini perché questa partecipazione sembra non essere reale, è inconcludente e scoraggiante e ciò si percepisce a tutti i livelli, dal locale al nazionale.

  2. Non capisco la posizione del PD, o meglio del suo segretario, sulla manifestazione dell’8 luglio.
    Perché il PD non dovrebbe andare alla manifestazione con le sue specifiche posizioni? …dicendo che Berlusconi si sta occupando di tutt’altre cose di quelle che sono più urgenti per il paese?
    In che senso l’iniziativa di Di Pietro è in contrasto con questa posizione? il PD è forse in disaccordo con Di Pietro sulla giustizia ?
    Come si difende un clima costruttivo ? lasciando che Berlusoni sposti il centro della politica dove gli pare? oppure segnalando con forza questi diversivi ?

    Oppure il problema è che l’iniziativa adesso ce l’ha in mano Di Pietro e la questione è solo di concorrenza dentro l’opposizione ? ( questo sarebbe grave).
    Io credo che sarebbe giusto partecipare.

  3. Grazie a Maria Vittoria, come sempre stimolante e propositiva, anche in situazioni non entusiasmanti. E credo sia questo l’atteggiamento che dobbiamo mantenere in questa fase. Ho chiesto a Roberto di inserire sul sito l’articolo di Alfredo Reichlin, la nostra impreparazione di fronte ai cambiamenti epocali e frenetici che stanno sviluppandosi intorno a noi “Noi come viviamo questo grande cambiamento? Pensiamo che i problemi del Pd sono altri? Certo, sono anche altri, ma qui non stiamo parlando di massimi sistemi ma della vita quotidiana della gente: i prezzi, i servizi collettivi, la spesa delle nostre donne nei mercati. Ma, parliamo, al tempo stesso, della necessità di misurarsi con la sostanza della vicenda politica: il perché la destra vince e la sinistra perde, e perché questo avviene in quasi tutta l’Europa. E aggiungerei: perché non perde solo voti. Il partito democratico, dopotutto, non ne ha persi. Ma tanto più allora dobbiamo chiederci perché il Pd con quel risultato importante ottenuto al suo primo debutto (un terzo dei voti) perde coscienza di sé, sfiducia nella sua missione e nel futuro. Perché appare perfino smarrito. Solo per colpa dei capicorrente? oppure perché la nostra gente non vede più bene su che terreno teniamo i piedi?”.
    Ecco, spero di poter definire questa come una pausa di riflessione, di rilancio, “indietreggiare per saltare meglio”… e qui posso, in parte perchè non c’è la sicurezza del giusto, rispondere alla domanda di emme. Come coordinatore di circolo, non posso che rispettare la decisione del partito e l’impegno che a me e a voi viene chiesto di garantire, con il successo della festa di Caracalla, anche la ripresa del dialogo con la cittadinanza: la festa sta andando molto bene, dal 12 luglio ci è chiesto di dare un contributo alla gestione della pizzeria… piccole cose, ma credo che il consenso si conquisti con il dialogo e il contatto diretto, sapendo quale messaggio trasmettere, avendolo elaborato in precedenza.
    Ogni militante del partito è libero di aderire alla manifestazione dell’8 luglio, promossa da altri soggetti, ma il P.D. in quanto tale, a fatica lo ammetto, sta provando a proporre una sua via alternativa di opposizione: non ribattere colpo su colpo alle irruzioni Berlusconiane in tema di giustizia, ma ipotizzare, e siamo ancora in ritardo, un diverso tipo di sviluppo, per rispondere ai problemi concreti degli italiano, che in questo momento sono rappresentati prioritariamente dal calo del potere di acquisto… oramai siamo ben peggio che alla crisi della quarta settimana!!!
    Ecco perchè giudico positiva la manifestazione dell’8 luglio, sperando che certi accenni polemici “fratricidi” vengano eliminati, Ma concordo pienamente con l’idea di organizzare ad ottobre qualcosa di importante, di realmente alternativo ad un tipo di società che questo governo vuole imporre. Ecco perchè credo che non ci sia fretta di una manifestazione di dissenzo immediato, scontata e visibile anche senza manifestazioni, bensì sia il caso di preparare sin d’ora il successo di qualcosa importante, nella consapevolezza, già constatabile dai primi passi, che questa maggioranza non è imbattile.
    Un caro saluto
    Mauro Luzi

  4. Forse la sinistra e il centrosinistra stanno vivendo una fase di confusione che ( mi pare) deriva dal modo in cui è stato gestito prima il rapporto col governo, e poi la crisi, la caduta del governo Prodi e la campagna elettorale.
    Prodi (che sinceramente ringrazio per le opere e per lo stile) , e quello che ha fatto il suo governo è, stato letteralmente nascosto. Poi, come al solito, sul tema delle tasse si è stati subalterni alla impostazione berlusconiana.
    Il solo Padoa Schioppa è stato in grado di dire esplicitamente e chiaramente che le tasse non è il male , che le tasse sono una cosa buona, sono per i servizi e la qualità della nostra vita. (In altri paesi d’Europa l’idea delle tasse non è proprio la stessa che abbiamo noi)
    Poi il vuoto.

    Si lascia che si continui la demolizione culturale prima ancora che istituzionale dello Stato e della idea di Comunità e non c’è poi da lamentarsi se , essendo tutti d’accordo che le tasse è il male, la preferenza vada a chi come la Lega e Berlusconi le tasse, nella immaginazione popolare, le demoliscono meglio di altri .

    Difficile sentire qualcuno dire che il problema è quanto spendiamo complessivamente per l’acquisizione di servizi pubblici e privati.
    Difficile sentire che se diminuiscono le tasse bisognerà pagare magari i servizi con tasse che hanno altri nomi e altri autori, oppure pagarli direttamente al privato che sostituisce il pubblico e che alla fine il problema è qual’è l’esborso totale, e quanta e quale la contropartita, e non quanto è uscito in tasse .
    Sarà interessante vedere con quali risorse i comuni potranno , ora che l’ICI è stata abolita generalmente, far fronte ai servizi e ai problemi di qualità urbana.

    Difficile sentire dire ( e praticare laddove si governa) che il problema è come è gestito il servizio pubblico, che occorre smontare la rete dei privilegi grandi e piccoli e che occorre introdurre seriamente nella progressione delle carriere criteri di merito in funzione dell’obbiettivo del servizio.

    Ma non si può sempre tenere tutto stretto in mano.
    E se una linea è elettoralmente perdente ( dato il momento sociopolitico ) , ma si ritiene che è quella strategicamente giusta, è forse meglio perdere e perdere bene piuttosto che perdere senza sapere perchè e soprattutto restando con la confusione in testa di quello che si farò dopo. Almeno , nel primo caso, si è lasciato in messaggio chiaro e una traccia per il futuro.

    Tenere aperta la possibilità del dialogo con la maggioranza non significa fare del buonismo e rinunciare alla opposizione , significa fare l’opposizione nel merito e non aprioristicamente.
    Ma se facendo l’opposizione nel merito ci si accorge che dall’altra parte il riscontro resta solo nelle parole ma non nei fatti , se ci si accorge che riemergono tendenze antiistituzionali e demagogiche, l’opposizione non può che essere dura nel merito e allora ci sta anche la manifestazione di piazza che non è certo una rivoluzione.

    Perché il PD ha faticato tanto a riprendere l’iniziativa a fronte delle posizioni nella sostanza tutt’altro che rassicuranti e disponibili del governo ?
    Non era già forse evidente che la rinuncia a fare alcune limitate riforme istituzionali prima delle elezioni era il segno di una indisponibilità che veniva tatticamente nascosta e che io ho l’impressione è stata altrettanto tatticamente lasciata passare come elemento non significativo?
    Per fare il dialogo occorre dare comunque ragione a Berlusconi, …trattarlo bene quando si comporta male?

    Ma anche su Roma.
    La giunta Alemanno ha avviato una opera di lenta demolizione di ciò che aveva fatto il centrosinistra cercando di fare passare messaggi e letture che non corrispondono al vero. L’ultima è quella delle strisce blu dove la rinuncia al ricorso al Consiglio di Stato sembra più una scelta politica che una di convenienza amministrativa.

    Ma prima ci stanno:
    - la storia del buco di bilancio , delle cui origini l’Alemanno non vuole sapere. Gli basta il buco da usare addirittura per avere l’appoggio del centrosinistra, il quale dovrebbe sacrificare il proprio buon nome affinché gli attuali amministratori possano far leva sul buon cuore del governo verso Roma,
    - la revoca di una serie di servizi estivi offerti agli utenti,
    - la messa in discussione di alcuni eventi di politica culturale e di economia della cultura ( notti bianche ecc.),
    - la messa in discussione di alcune scelte importanti di politica urbanistica e del territorio condite con l’annuncio che qualcosa bisognerà rivedere nel PRG,
    - la rinuncia ad alcuni importanti interventi di riqualificazione urbana e di ristrutturazione della viabilità e dell’ambiente urbano legati alla tangenziale ( vedi cavalcavia fra le case in Zona S.Lorenzo e oltre)
    - il blocco di interventi e progetti di sviluppo della mobilità pubblica locale in zona Eur e confinati ,
    - la critica ai jumbo bus e l’annuncio di una ipotesi di blocco o revisione del servizio,
    - l’annuncio della opzione della secondo Gra che , aggiungo, sembra preludere ad una fase di riavvio di una politica edilizia incontrollata con lo sviluppo di nuove periferie ,di messa in discussione della rete ecologica ( uno dei punti fermi del nuovo PRG che se qualificata può fare di Roma una città assolutamente originale rispetto alle altre capitali d’Europa), di ridimensionamento della cosiddetta cura del ferro , di nuovo impulso al mezzo privato ecc. . .
    Ma prima ancora la polemica , assurda, sull’Ara Pacis, per altro uno dei musei più redditizi nel quadro della economia della cultura a Roma.

    Queste sono le cose che conosco e altre sicuramente mi sfuggono. Ma quando si cercano le risposte di chi ha governato per 15 anni si trovano solo flebili cenni e disappunti.

    Perchè anche a Roma tanta incertezza e tanto ritardo per riprendere l’inizaitiva? Più che le cose da fare manca forse la disposizione ( ed è comprensibile) che certo però non è favorita da una condizione in cui il rapporto con la realtà sembra sostituito dai media e dalle medianiche posizioni dei dirigenti.
    E’ un po’ difficile attrarre e interessare gente in questo modo.

    Non credo che ci sia tanto da inventarsi.
    Intanto c’è un enorme problema di corretta informazione su quella che è stata e sarà per il futuro (con tutte le critiche, le aperture e gli aggiustamenti necessari) la politica del centrosinistra per la città e per il quartiere ( e in questo senso l’attività dei blog e quella sui giornali e i media, e le eventuali iniziative nella sede e in altri luoghi, possono essere di grande utilità).
    C’è da difendere il valore di quello che si è fatto per restituire un punto di riferimento a tanti che hanno avuto fiducia e che ora inutilmente cercano risposte e punti di riferimento, per evitare che questa nuova amministrazione proceda senza ostacoli nell’opera di demolizione.

    Ma anche per far capire che occorre superare la demagogia e la politica del rifiuto e della distruzione sistematica, a mero fine elettoralistico, di ciò che si è fatto prima , e che occorre costruire un nucleo minimo di condivisione di scelte strategiche che altrimenti Roma invece di andare avanti resta ferma , che , per una città di queste proporzioni, sarebbe un andare drammaticamente indietro.

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