Piazza Bologna e dintorni. Spunti di riflessione

Alcune immagini del nostro quartiere, spazio da valorizzare, territorio su cui riflettere e lavorare. Il contributo fotografico è di Maurizio Aprea che propone l’avvio di una discussione sui luoghi della nostra quotidianità: “argomenti principali il traffico, la molteplicità delle attività che si contendono lo spazio pubblico, l’alternarsi di aree più congestionate e aree più appartate,  la metro,  gli spazi di verde e quelli per i pedoni,  e altro (ciascuno  può  vedere/percepire cose diverse in base alla propria esperienza-sensibilità dei luoghi)”.

http://picasaweb.google.it/ecopolis03/PiazzaBolognaEDintorniAlbum1?feat=directlink

Una Risposta

  1. Nel mio condominio , come in quello di altri, sono apparsi tempo fa manifesti per una raccolta di firme contro la intenzione dell’amministrazione del terzo municipio di Roma di concentrare in viale delle Provincie le bancarelle di via Ravenna.
    In essi si diceva che tali bancarelle saranno disposte nell’isola centrale della strada ora in massima parte destinata a parcheggi .

    Ho provato a vedere allora sul sito del 3° Municipio (www.municipioroma3.it) ma non ho trovato traccia della delibera della maggioranza.
    Ne sono invece venuto a conoscenza per una iniziativa del Pdl , il quale per altro successivamente si presentava nei festivi in piazza Bologna e dintorni con tanto di bandiere di partito e di Berlusconi ( … l’interesse per il quartiere!).

    Mi sono chiesto come mai non fosse stato il Municipio, per primo, a comunicare e sollecitare il dibattito dei cittadini.

    Comunque sono finalmente riuscito ad avere conferma che una decisione in tal senso c’è effettivamente stata grazie a una chiacchierata con Domenico Fischetto a seguito di una delle ultime riunioni del mercoledì.

    La domanda:
    Qual’è la logica di questo prossimo intervento di riassetto del commercio ambulante?

    C’è a monte un disegno di riordino degli equilibri fra funzioni residenziali, servizi e funzioni commerciali stabili e/o ambulanti che non conosciamo ? E qual è?
    oppure cosa?
    C’è un pensiero rivolto alla città e alla qualità della vita urbana oppure è solo il frutto di una mediazione con le richieste pressanti ( e certo ben sostenute) dei beneficiari?
    E gli altri? (e non sto a elencarli).

    L”intervento che si approssima consiste dunque nello spostamento di un problema di congestione di funzioni da una strada più capace ( via Ravenna) ad una meno capace anche perchè più impegnata dai mezzi pubblici (viale delle Province) .
    La mappa delle linee è visibile sul sito Atac (oppure al link ” http://picasaweb.google.it/lh/photo/AbX9fwU8XQc7CiNdFIwuHQ?feat=directlink “).
    Da questa si può vedere come la direttrice Via della Lega Lombarda – piazza delle Provincie – Viale delle Provincie sia fra le più impegnate dai mezzi pubblici oltre che da quello privato, per altro insufficientemente regolato nel nodo di Piazza delle Provincie (http://picasaweb.google.it/ecopolis03/PiazzaDelleProvincieEViaDellaLegaLombarda?feat=directlink).

    Ora nel bel mezzo di questo asse critico per la congestione e anche per la sicurezza dei pedoni ( vedi attraversamenti pedonali a Piazza delle Provincie) ci si mette un mercato , per giunta in mezzo alla strada.

    Mi chiedo,e chiedo, quale risultato ci si aspetti.

    A me sembra realistico pensare che il nuovo mercato nell’isola centrale di Viale delle Provincie attiverebbe un esteso e frequentissimo attraversamento pedonale, anche al di fuori dei passaggi previsti, oltre che un movimento intenso nell’isola centrale:
    Che dovrebbe convivere col traffico, con funzioni rilevanti e intense di mobilità .

    Inoltre si sottrarrebbe un ingente numero di posti parcheggio, per compensare i quali si aggraverà la situazione dei dintorni.

    Spero che qualcuno possa aiutare a comprendere il senso e gli equilibri di questo progetto , che al momento non appare convincente e condivisibile e anzi desta non poca preoccupazione per la futura funzionalità e qualità dell’ambiente urbano di viale delle Provincie e dei dintorni.

    Ma anche a capire se ci sono e quali sono le linee generali per un più equilibrato uso di una area urbana nella quale ci sono zone fortemente congestionate e da tutti appetite e altre relativamente sottoutilizzate che subiscono per altro la crisi di quel piccolo commercio di prima necessità ( sostituito da supermercati e centri commerciali) che per la maggiore distribuzione nello spazio del quartiere costituiva ( e ancora costituisce dove sopravvive) un veicolo della socialità.

    Il caso del mercatino di Piazza dei Vespri Siciliani sollecita forse a tal proposito qualche riflessione.
    Ma questo è un altro discorso.

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